BIODIVERSITÀ

La perdita di biodiversità è ormai ampiamente riconosciuta come una crisi planetaria che necessita di azioni urgenti.

Ma cos’è la biodiversità? È un insieme di specie animali e vegetali legate fra loro da relazioni complesse, che concorrono alla disponibilità di beni essenziali quali acqua pulita ed abbondante, cibo sano e foraggio per gli animali, panorami gradevoli da ammirare e da esplorare, e molto altro ancora: concetti recentemente racchiusi dal termine di servizi ecosistemici. La varietà delle specie animali e vegetali assicura la stabilità degli ecosistemi. Vi è biodiversità ovunque intorno a noi, a partire dal giardino di casa, perfino dai vasi di un balcone.
La biodiversità legata agli ambienti rurali italiani è doppiamente minacciata: da un lato l’agricoltura industriale, intensiva, ha reso una gran parte della superficie agricola un deserto verde, la cui produttività si regge solo su crescenti iniezioni di sostanze chimiche di sintesi, e dove non vi è più spazio per i processi naturali. Dall’altro, nelle aree più marginali, l’agricoltura, che era un mezzo di sussistenza, non ha più sufficiente competitività rispetto ad altre fonti di reddito; una gran parte di terreni agricoli e pascoli, ormai abbandonati, stanno trasformandosi in bosco. Se questo processo naturale ha anche aspetti positivi per le specie di ambiente forestale, cionondimeno è una minaccia per le specie strettamente legate agli ambienti
aperti e a mosaico, tipici del paesaggio rurale montano; tali specie di fatto sono in continua contrazione e l’abbandono dell’agricoltura di montagna e marginale è ufficialmente riconosciuto come minaccia alla loro conservazione.
Ogni volta che osserviamo un paesaggio rurale, osserviamo la storia della convivenza fra una comunità umana e gli ecosistemi su cui si è insediata. Il susseguirsi annuale delle colture, piuttosto che l’utilizzo dei prodotti del bosco, il permanere di elementi sorprendentemente costanti e le tracce di pratiche ormai scomparse, in un intreccio indissolubile di elementi culturali ed ecologici, che determinano l’insieme delle potenzialità produttive di un territorio, l’insieme delle opportunità a disposizione della comunità umana per prosperare in modo durevole. Un ambiente degradato offre meno occasioni di benessere sociale diffuso; un ambiente sano e vitale offre maggiori opportunità, alcune derivanti dal mantenimento delle tradizioni, altre derivanti da innovazioni sociali o tecnologiche; è inoltre la migliore assicurazione che abbiamo contro i rischi derivanti dal cambiamento globale (climatico, e non solo).
Cogliere queste opportunità richiede la capacità di unire le competenze che vengono dal passato, dalla tradizione culturale locale, e le competenze scientifiche necessarie a cogliere i segnali di cambiamento, i rischi e le opportunità, per costruire insieme un futuro equo ed equilibrato: in una parola, sostenibile.
Abbiamo pensato uno strumento che possa misurare il contributo della piccola agricoltura alla conservazione della biodiversità e alla salute ecosistemica in ambiente rurale.
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